Concordato in bianco: come funziona

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Cessione azienda o di ramo d’azienda
13 Luglio 2018
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Concordato in bianco: la definizione

Il concordato in bianco è un istituto orientato a sostenere le aziende in crisi, e da la possibilità di prenotare una proposta di concordato ai propri creditori. Il concordato preventivo in bianco o concordato preventivo con riserva, sono stati introdotti con con l’art 161 legge fallimentare. Con il concordato l’azienda può bloccare le azioni dei creditori, ai quali presenterà un piano di risanamento, da realizzare entro le date appositamente stabilite dal giudice. Tale procedura segue regole ben precise ed è soggetta a controlli da parte del Tribunale.

Il concordato in bianco rientra nelle cosiddette procedure concorsuali, e rappresenta di per sè un doppio vantaggio. Infatti, da un lato l’imprenditore può evitare la strada del fallimento; dall’altra, i creditori, come ad esempio i fornitori, il fisco o i dipendenti, possono tutelare i loro crediti evitando di attivare la procedura fallimentare. In altri termini, il concordato in bianco è la prenotazione dell’iter che individuerà un piano di pagamento dei debiti, con relative modalità e tempistiche.
Occorre sottolineare che il concordato non è un atto che implica l’obbligo di essere accettato. L’imprenditore può proporre questo accordo ai creditori, i quali ne valuteranno la convenienza al fine di accettarlo o respingerlo.

Con la domanda concordato in bianco, l’imprenditore può proporre diverse soluzioni per soddisfare i crediti: offrire azioni, obbligazioni o altri prodotti finanziari, offrire la cessione di beni aziendali e così via.

Condizioni e procedura concordato in bianco

Per poter utilizzare lo strumento del concordato in bianco è necessario che vi sia un presupposto da soddisfare. Tale presupposto è il reale stato di crisi dell’impresa, che determina a cascata le difficoltà di pagare i suoi debiti. Con la richiesta di concordato in bianco l’imprenditore può inviare un ricorso presso il Tribunale della città dove l’azienda ha sede principale. Nel caso di ditta individuale, il procedimento viene richiesto dall’imprenditore, mentre in caso di società va sottoscritto dal rappresentante legale a seguito dell’approvazione presso l’assemblea dei soci.

Documenti principali necessari per il concordato in bianco

Con l’ausilio di una domanda concordato in bianco fac simile si può facilmente individuare la documentazione da allegare alla richiesta di accordo con i creditori.
Tra questi documenti c’è una relazione redatta da un esperto che accerti le partite aziendali e valorizzi l’opportunità della proposta. L’esperto in questione può essere un revisore contabile, un avvocato o un commercialista.
Tra gli altri documenti è imprescindibile anche la presenza del bilancio di esercizio, che identifica chiaramente la situazione economica e patrimoniale. Gli altri documenti da integrare al concordato in bianco sono: una relazione dei beni e crediti posseduti dall’azienda; l’elenco dei creditori e titolari di diritti reali sulla stessa e dei beni dell’imprenditore.
Il Tribunale esaminerà la proposta di concordato e deciderà con apposito decreto l’ammissibilità della domanda, e quindi l’avvio della procedura di consultazione dei creditori.

Convocazione e valutazione da parte dei creditori

Esaminando le scritture contabili, il commissario giudiziale incaricato individua i creditori al fine di convocarli a mezzo posta, allegando la nota informativa per valutare la proposta di concordato. Infatti, l’esecuzione del decreto può aver luogo solo ed esclusivamente a fronte dell’approvazione da parte dei creditori.
Alla data di adunanza dei creditori, alla presenza del commissario giudiziale, del debitore e del giudice, viene discussa la domanda di concordato in bianco, alla quale possono essere apportate delle modifiche.
L’approvazione del concordato avviene con il voto favorevole della maggioranza dei creditori, in rapporto ai crediti vantati.
Qualora l’accordo non venisse approvato, il Tribunale procede con la dichiarazione di fallimento. L’imprenditore può comunque fare appello alla Corte d’Appello.
Dal momento in cui il concordato viene approvato, si attivano le procedure previste per soddisfare le richieste dei creditori.

Il concordato in continuità

Esistono diverse tipologie di concordato. Tra queste, il concordato in continuità si inserisce in un contesto di ottica di prosecuzione aziendale. In questo caso l’imprenditore attua un procedimento che mira alla risoluzione più veloce possibile dei debiti per consentire alla propria attività di ripartire con maggiore vigore. Quest’ottica aderisce perfettamente alla reale utilità secondo la quale è stata elaborata la normativa, ovvero quella di scongiurare il fallimento dell’azienda.
L’impresa quindi può riprendere piena operatività, pur nel rispetto degli accordi definiti dal concordato. Ad ogni modo, se l’attività non riesce ad ottenere risultati economici positivi, o addirittura può creare potenziali o reali ulteriori danni per i creditori, il Tribunale revoca il concordato sostituendosi ai creditori.

Concordato in bianco: significato

Nello specifico di questo articolo si parla appunto di concordato in bianco, o concordato con riserva, molto utile per ottimizzare i tempi.
Visualizzando un concordato preventivo in bianco fac simile si evince chiaramente il vantaggio di tale procedura. Infatti, l’imprenditore può presentare la richiesta di concordato anche allegando una sola parte dei documenti. Potrà allegare la restante documentazione in una fase successiva.
Questa domanda di concordato è assimilabile ad una sorta di prenotazione del concordato, ma consente all’imprenditore di guadagnare tempo utile alla redazione dettagliata della proposta.
Infatti, spesso la documentazione da elaborare o da raccogliere richiede tempi lunghi e non tutti gli imprenditori hanno la possibilità di coniugarli con le esigenze quotidiane legate alla loro attività. Ad ogni modo, l’imprenditore può affidarsi a professionisti del settore, consapevoli delle problematiche dell’impresa, in particolare nei momenti di crisi.
In ogni caso, il Tribunale indicherà delle tempistiche limite entro le quali occorrerà integrare il concordato in bianco. Normalmente, la documentazione va presentata entro una scadenza che varia tra i 60, 120 o 180 giorni.

Concordato liquidatorio

Pur essendo auspicabile la scelta di un concordato preventivo in continuità, la legge deve prevedere anche i casi in cui l’attività d’impresa non sia più sostenibile. In tal caso è previsto il concordato preventivo liquidatorio.
Il concordato liquidatorio viene richiesto dai titolari d’impresa che non hanno più volontà di proseguire l’attività o si rendono conto che non ci sono più le condizioni per farlo.
In tal caso, il concordato può essere proposto solo qualora possa garantire il pagamento di almeno il 20% dei crediti chirografari.
Con questo tipo di concordato, l’imprenditore può vendere i suoi beni, pagando i debiti con il ricavato.

Concordato in bianco dipendenti

Il concordato in bianco è uno strumento che tutela anche la fascia più debole nei casi di crisi aziendale. Il concordato in bianco dipendenti punta a tutelare i lavoratori, che sono i soggetti che assicurano l’esistenza stessa di una qualsiasi azienda e che di fatto anticipano una parte del capitale necessario all’attività d’impresa, il proprio salario.
Il concordato consente di aggirare i tempi lunghi della procedura fallimentare, ed accedere in maniera più celere al recupero dei crediti verso l’azienda. Anche nel caso del concordato, l’azienda potrebbe non avere tutte le coperture necessarie. In tal caso il lavoratore accede comunque al Fondo di Garanzia Inps, ottenendo il pagamento delle retribuzioni delle ultime tre mensilità e del TFR. Per fare richiesta all’Inps occorrerà attendere l’approvazione del concordato in sede di adunanza delle parti e la successiva omologa da parte del Tribunale.

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